Montesa Cota 247 Cafe Racer by Freeride

Questa due e mezzo, perfetta per passeggiate sul lungo mare ma anche stilosa al punto giusto per “la bella vita” milanese, ha un passato insospettabile fatto di fango sassi e ghiaia…

Montesa Cota 247 Cafe Racer – E’ proprio il caso di dirlo: i francesi con lo stile ci sanno fare anche se, alle volte, tra noi e loro non sempre ci si intende.

Avete già visto le foto di questa pagina, quindi tanti preamboli sono inutili…solo una domanda sorge spontanea: avreste mai pensato che da una vecchia Montesa da trial sarebbe venuta fuori una cafe racer così bella? Noi no, ma poi lo sappiamo che la creatività vera produce sempre qualcosa di inaspettato e sorprendente.

Pierre Dhers di Freeride Custom si occupa principalmente di moto d’epoca e forse questo dovrebbe farci subito capire che di stile e belle linee se ne intende.

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L’idea di trasformare la Cota 247 in una sportiva stradale è venuta al cliente di Pierre (possessore della moto) il quale voleva una bella sportiva, così si è attinto al passato stradale di Montesa nelle competizioni degli anni 70’ per creare una agile stradista a due tempi.

Agile è un eufemismo poiché la Cota pesa 87 kg a secco, così la riduzione di peso non è stata assolutamente un problema per i ragazzi di Freeride.

Per quello che riguarda il propulsore invece si è un po’ dovuto enfatizzare la spinta del mono due tempi che di base produceva solo 20 cavallini vapore ma con un kit big bore, un Mikuni VN 26 ed un filtro dell’aria BMC maggiorato, coppia e cavalli sono decisamente cresciuti e fanno schizzare in avanti la piccola iberica come un torello.

Il pezzo forte di questa 2 e mezzo è il serbatoio rosso proveniente da una anziana 50 cc: il Malaguti Olympique , ciclomotore a pedali dalla linea sportivissima (per i suoi tempi).

Questo tank, sta benissimo sulla Cota, addirittura meglio che sul piccolo Malaguti dove, in proporzione, sembrava anche fin troppo dimensionato.

Un gran lavoro è stato svolto al posteriore modificando il telaio per snellire e “pulire” la zona sella. Il velluto che ricopre la sella è opera degli artigiani di Kabuki Sellerie, ulteriori tocchi vintage, aggiunti ad arte, sono le manopole Domino e leve di freno e frizione Amal, stilosissima, poi, la mascheratura del faro con del pregiato velluto senza contare le sempre pittoresche ruote Akront con freni a tamburo.

I dischi freno, oltre ad essere meno belli, sono anche meno essenziali su una moto che, anche se “ringalluzzita” , non andrà sicuramente a sbriciolare i tempi in pista. Dove invece questa bellezza franco-spagnola è imbattibile è nelle proporzioni riuscite e nell’azzeccato colore rosso sport: aspetti che fanno sembrare questa moto quasi una sportiva all’italiana d’antan.

Se aveste una Montesa Cota 247 non pensereste anche voi di fare una visitina da Pierre? Noi si, In fondo l’Occitania è anche un gran bel posto…

 

 

Mauro Di Mise

Posted by Mauro Di Mise

Motociclista da sempre, cresciuto a super e due tempi. Amo i motori belli con un suono appagante, ma sono anche attratto dalle nuove tecnologie.